Perchè Viterbo?

Submitted by on dom, 09 dicembre 2012, 08:39

Dovremmo inserire una sfilza di nomi e di date per raccontare Viterbo, una città dalla storia millenaria, che nel tempo è stata culla etrusca, insediamento romano, sede papale, fulcro del mondo religioso cattolico e non solo, invece ci limitiamo a stimolare (speriamo!) la vostra curiosità a venire a visitare Viterbo. Una cinta muraria pressochè intatta racchiude un cuore medioevale, un dedalo di strade, viuzze, splendide piazze, meravigliosi palazzi, profferli, torri, chiese, e anche chi vive qui non smette mai di scorgere alzando lo sguardo un nuovo dettaglio lasciato dal tempo, segno tangibile di storia e di vita vissuta. Viterbo è la città dei Papi, e proprio qui la Chiesa visse il periodo più lungo in cui la sede papale rimase vacante, 33 mesi, periodo talmente lungo che costrinse la città all’adozione di provvedimenti straordinari il cui esito diede vita al primo “conclave” della storia. Viterbo è città di tradizioni, di quella vita immateriale che si tramanda di padre in figlio, tra racconti e gesti, al confine tra fede e leggenda, tra storia e rito, un rito che si rinnova ogni anno, il 3 settembre, quando la santa nel cuore dei viterbesi, Santa Rosa, viene celebrata attraverso il trasporto di una Macchina alta trenta metri e completamente illuminata portata a spalla da cento uomini, i Facchini di Santa Rosa, lungo un percorso definito tra le strette vie del centro storico. Nel 2013 l’unica candidatura italiana a patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco sarà proprio la rete delle grandi macchine a spalla, che vede oltre la Macchina di Santa Rosa, anche i Gigli di Nola, la Varia di Palmi ed i Candelieri di Sassari. Viterbo vanta un patrimonio archeologico immenso, che vede due necropoli rupestri etrusche magnifiche, Norchia e Castel D’Asso, un teatro romano senza eguali, il teatro di Ferento, il sito di Acquarossa, raro esempio di insediamento urbano etrusco, non una necropoli, una città dei morti, ma una città dei vivi. Come non parlare poi delle terme della nostra città? Il Bullicame, sorgente di acqua sulfurea già citato da Dante nella Divina Commedia, alimenta diverse vasche termali che ospitano durante ogni stagione dell’anno migliaia e migliaia di visitatori.  Anche dal punto di vista naturalistico Viterbo vanta una posizione invidiabile, incastonata tra il lago di Bolsena ed il lago di Vico, ai piedi dei Monti Cimini, riserva naturalistica degna di nota che ospità una grande varietà faunistica e floristica. Come trascurare infine il patrimonio enogastronomico di tutto il nostro territorio? Olio, nocciole, castagne, patate, lenticchie e vino sono solo alcune delle eccellenze e delle tipicità viterbesi, che costituiscono uno dei tanti motivi per una visita. Vi aspettiamo a Viterbo!

Pro loco di Viterbo